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I vincitori di Cannes 2010



L’ultimo giorno del Festival di Cannes ha ospitato il ritorno di Nikita Mikhalkov dopo undici anni di assenza. Il regista russo ha presentato Il sole ingannatore 2, sequel del film con cui nel 1994 riuscì a vincere proprio sulla Croisette il Gran premio della giuria.



Stando alle indiscrezioni dei giornalisti presenti a Cannes, sembra che il sequel di MiKhalkov non abbia entusiasmato molto. MA Ad onor del vero, bisogna dire, che a il film che ha scioccato tutti è stato Figlio tenero – Il progetto Frankenstein dell’ungherese Kornel Mundruczo. Accolto con un immenso BUUH.



Kristen Scott Thomas è stata la madrina della serata finale del festival di Cannes. In apertura ha rivolto un pensiero al regista iraniano Jafar Panahi, sostenitore del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi, è stato arrestato assieme alla moglie e alla figlia, poi rilasciate. Secondo la moglie, Tahereh Saidi, il regista ha chiesto di avere accesso a un avvocato, di ricevere visite della famiglia e di essere rilasciato senza condizioni fino allo svolgimento di un'udienza in tribunale.



La cerimonia ufficiale si è aperta con la consegna della Palma d'oro per il miglior contometraggio, vinta quest'anno da Serge Avedikian con la pellicola Chienne d'histoire, mentre il premio della giuria per i cortometraggi è andato a Frida Kempff con Micky Bader.
La camera d'Or per la miglior opera prima è andata a Michael Rowe per Ano bisesto

Asia Argento ha introdotto il vincitore del Gran Premio della giuria, andato al film Un homme qui crie del regista del Ciad Mahamat Saleh Haroun.



Il premio Miglior regista invece, è stato assegnato meritatamente a Mathieu Amalric per On Tour, pellicola che presenta al grande pubblico l'arte del burlesque.



Miglior Sceneggiatura per Poetry del regista coreano Lee Chang Dong



Il premio dell'interpretazione femminile è stato consegnato alla bella e brava Juliett Binoche per il film Copie Conforme pellicola girata in Toscana e diretta dal regista iraniano Abbas Kiarostami. Commossa per il tributo della giuria anche lei non ha dimenticato nel suo discorso Panahi.



Colpo di scena nell'assegnazione del premio interpretazione maschile. Ex aequo a Javier Bardem per Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu



e Elio Germano per La nostra vita di Deniele Lucchetti. Alla consegna l'attore ha dichiarato: Dedico questo premio all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l'Italia un paese migliore nonostante la classe dirigente.

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La bellissima Salma Hayek ha consegnato il Gran Prix che quest'anno ha premiato il regista francese Xavier Beauvois con la pellicola Des Homme et des Dieux



Infine, Charlotte Gainsbourg, ha consegnato la Palma d'oro al regista thailandese Apichatpong Weerasethakul per Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives. Una storia che sulla carta pare assolutamente semplice: un uomo (lo zio Boonmee), affetto da insufficienza renale, cosciente che a breve la sua esistenza finirà, dall’ospedale si fa condurre dai suoi cari alla sua casa, nella foresta, per terminare là la sua vita. Pellicola altamente percettiva, elaborata e costruita su più livelli, che ci rende una natura come mai l’avevamo vista e respirata, pulsante e vibrante, il cui karma ci attraversa completamente regalandoci una spiritualità autentica, carica di benessere e serenità, capace anche di rendere l’oscurità che ruota attorno e dentro essa, naturale e perciò comprensibile, ‘giustificabile’. Il Apichatpong mette insieme una storia che sulla carta pare assolutamente semplice: un uomo (lo zio Boonmee), affetto da insufficienza renale, cosciente che a breve la sua esistenza finirà, dall’ospedale si fa condurre dai suoi cari alla sua casa, nella foresta, per terminare là la sua vita.



Da evidenziare Un certain regard premio andato al sudcoreano Hong Sangsoo per
Ha ha ha.


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